OGM e danni biologici - Mariano Bizzarri



Agricoltura e biotecnologie: il fronte della ricerca tra un' avanguardia silenziosa e un' innovazione superata - Roma, Ara Pacis – 20 luglio 2010 

Le manipolazioni geniche apportate a piante ed alimenti fa sì che numerose proteine ed un ampio ventaglio di percorsi metabolici vengano ad essere modificati, interessando aspetti diversi del prodotto. Numerosi studi scientifici hanno evidenziato importanti modifiche: 
Alterazioni nella qualità e nel valore nutrizionale dei cibi. I geni inseriti possono alterare il valore nutrizionale dei cibi in modo non predicabile, sia riducendo la concentrazione di alcuni nutrienti, sia, eventualmente, aumentando quella di altri. Ben poco si sa in merito a tali modificazioni ed in particolare relativamente alle (1) nuove interazioni che vengono a determinarsi tra classi di sostanze nutrizionali; (2) alle possibili interazioni tra gene e nutriente; (3) alla biodisponibilità del nutriente in questione; (4) al metabolismo del composto che può anch’esso finire con l’essere modificato. Per questo è stato da più parti sottolineato come gli stravolgimenti introdotti nella dieta dai cibi modificati procedono con una velocità di gran lunga superiore all’abilità degli scienziati nel prevederne il significato nell’ambito dell’alimentazione pediatrica. Il suggerimento critico dovrebbe sollecitare prudenza relativamente all’uso dei cibi OGM nell’infanzia.
Resistenza agli antibiotici. Le tecniche transgeniche si avvalgono di geni “marcatori” – inseriti nel DNA ospite insieme al segmento genico destinato ad esprimere la funzione desiderata - che inducono una specifica forma di resistenza ad un antibiotico. Ciò è particolarmente inquietante dato che l’incontrollata diffusione di geni che conferiscono resistenza agli antibiotici può facilitare la loro trasmissione ed acquisizione da parte di microbi che diventerebbero così resistenti ai farmaci. La possibilità di un trasferimento orizzontale – tra geni provenienti dal cibo e la microflora intestinale dell’uomo – è stata sperimentalmente accertata.
Tossicità. La manipolazione genetica può amplificare l’attività di un gene che produce in condizioni normali una tossina a bassa concentrazione o può essere lo stesso gene inserito che, oltre all’effetto desiderato, determina la sintesi di un metabolica dannoso. Sulla base degli standard attuali, la pericolosità di un significativo incremento nelle sintesi di tali sostanze viene generalmente sottovalutata, anche perché raramente sono oggetto di specifiche indagini.
Allergenicità. È possibile che la proteina prodotta dal gene esogeno risulti essere, nel nuovo contesto cellulare, dotata di potenziale allergenico. Nella maggior parte dei casi i geni transfettati provengono da donatori il cui potenziale allergenico è sconosciuto o non è stato preventivamente testato in modo accurato. E’, altresì, possibile che interazioni insospettate tra il gene introdotto e quelli dell’ospite possano scatenare reazioni allergiche o esacerbare i quadri patologici di cui già soffrono alcune persone. Nonostante le regole introdotte anche dall' FDA, resta il dubbio su come e quanto le aziende effettivamente si uniformino a tali direttive e anche sul fatto che antigeni non conosciuti possano passare inosservati.
Creazione di nuovi virus. Molte piante vengono “ingegnerizzate” utilizzando come vettore del gene di interesse un plasmide o un virus opportunamente attenuato, ma che pur sempre appartiene alla famiglia dei virus oncogeni. E’ stato da più parti rilevato come il rischio intrinseco a tale tipo di tecnologia sia quello di “creare” e di diffondere nuovi virus o nuovi microrganismi, quindi nuove malattie, con possibili gravi ripercussioni sugli esseri umani.
Tumori. E’ possibile che i prodotti di un gene modificato possano svolgere un ruolo co-cancerogeno o, come è stato visto, possano “riattivare” patologie tumorali silenti – come il linfoma - per il tramite di segmenti ingeriti di DNA proveniente dal gene introdotto. Preoccupazioni di questo tipo erano peraltro da tempo state discusse in relazione ai pericoli connessi alle modalità di inserzione del transgene, che possono portare ad instabilità del DNA e/o ad alterata espressione di geni coinvolti nei processi di cancerogenesi.
Effetti imprevedibili. Gli OGM possono determinare “effetti imprevisti”, che dipendono più dalla “perturbazione” del sistema nel suo complesso, piuttosto che dall' interessamento di un singolo comporto o di una via metabolica. A posteriori alcune di queste “anomalie” – che spesso possono avere importanti ricadute sulla salute – sono state ampiamente documentate. Ad esempio, il riso ingegnerizzato per produrre pro-vitamina A (Golden Rice), al momento dei controlli effettuati, ha presentato un' eccezionale incremento di molecole “inattese” (luteina, beta-carotene, zeaxantina).
Il quadro è quindi molto complesso e problematico e la prudenza è un obbligo a tutela della salute dei consumatori.
 




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